EDUCAZIONE SOMATICA

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L’educazione somatica sta emergendo come una nuova disciplina. Potrebbe essere definita come: quel campo disciplinare che abbraccia una varietà di metodi che hanno a che vedere con i processi di apprendimento per mezzo dei quali il corpo sensibile (soma) acquista consapevolezza attraverso il movimento all’interno del suo ambiente. Questa disciplina si interessa della capacità soggettivamente sperimentata di auto-educazione del corpo vivente.

Il campo che copre è un incrocio delle arti e delle scienze focalizzate sul corpo vivente, ed è di rilevanza per molti ambiti diversi: l’assistenza sanitaria (riabilitazione, psicologia, attività fisica); le prestazioni sportive (formazione e risultati competitivi); le arti creative (interpretazione e creazione); la filosofia (embodiment della mente, “costruttivismo”); l’istruzione e l’insegnamento in generale (fondamenti concreti fisici ed esperienziali dell’apprendimento); settori più specialistici come la fenomenologia, la bio-meccanica, la meditazione, la biologia e la “Sistemica”, scienze cognitive e scienze del movimento. Questa lista impressionante di discipline affini ben dimostra la complessità di questo settore emergente – senza neanche menzionare la trentina di metodi specifici abbracciati da professionisti di tutto il mondo occidentale col nome di educazione somatica. 20 - “Al di là delle particolari caratteristiche i diversi metodi condividono un obiettivo fondamentalmente simile: imparare ad affinare il senso cinestetico e propriocettivo per poter agire con maggiore efficienza, piacere, potere di espressione, – ma anche con meno dolore” (Quebec Associazione per Somatic Education, 1994). Nell’espressione “educazione somatica” la parola soma è di particolare importanza. Il suo significato differisce dall’uso corrente, che oppone somatico e psicologico. Qui stiamo infatti riabilitando il concetto di soma implicito nella parola greca che fin dai tempi di Esiodo è sinonimo di “il corpo vivente”. Quindi ciò che stiamo pensando è il corpo nella sua totalità, cioè soggettivamente vissuto come parte integrante del suo ambiente. La tendenza recente di articolare e valorizzare l’esperienza di essere così embodied risale a Thomas Hanna, il fondatore della rivista americana Somatics. Egli ha suggerito la seguente definizione di somatica: “L’arte e la scienza del processo interrelazionale tra consapevolezza, funzione biologica, e ambiente” (Hanna, 1989: 1). Oltre ad Hanna diversi autori e ricercatori si interessarono del corpo vissuto come un’entità vivente, nell’embodiment (Varela, 1993a, 1993b, 1994), nell’auto-regolamentazione dei sistemi viventi (Maturana e Varela, 1990 ), e nell’anatomia della coscienza (Rosenfield, 1992, 1993). Il vasto campo della somatica include anche pratiche di origine orientale, il biofeedback, immaginazione mentale, gli approcci reichiani, lo psico-neuro-immunologia, e tutto ciò che riguarda corpo-mente. Una ben definita suddivisione di quel campo consiste di metodi la cui prospettiva comune è l’educazione somatica (Johnson, 1995). L’educazione somatica si distingue dalla maggior parte degli approcci psico-fisici che portano alla luce le emozioni represse e relazioni incompiute attraverso il corpo. Tali approcci potrebbero essere chiamati “psicologia somatica” (Johnson 1997) o “soma-terapia”, come indicato dal titolo di una rivista francese. La parola terapia non significa etimologicamente il trattamento della disfunzione e della malattia? Tuttavia, l’arte e la scienza degli educatori somatici non si concentra sulla patologia, sui sintomi, sulla eziologia e sulla guarigione, ma piuttosto sul processo di apprendimento senso-motorio, lo sviluppo del potenziale cinestetico, e la scoperta delle migliori opzioni strategiche in movimento (Joly, 1994 : 14). Tratto da: Joly. Y., The experience of being embodied: Qualitative Research and Somatic Education – a Perspective Based on the Feldenkrais Method: The Domain Of Somatic Education With Special Reference To The Feldenkrais Method.

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