IL FOTOGRAMMA: IL MOMENTO PRESENTE COME STORIA VISSUTA

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Il miglior modo per cambiare il mondo è compiere il dovere del momento presente per amore, senza cercare rifugio nell’evasione e affrontando tutta la realtà con tutto se stesso.
Robert A. Gahl, Jr.

Quindi se il momento presente è la nostra realtà soggettiva fondamentale perché non cominciare sempre da là?

E’ importare ricordare che esso può diventare ostaggio sia del passato che del futuro, quindi la sfida consiste nell’immaginarlo in una sorta di equilibrio dialogico con il passato ed il futuro. Anche il presente deve poter influenzare, probabilmente allo stesso grado, il passato ed il futuro, così come essi influenzano il presente.
Se si vuole inoltre osare di più si può pensare che il futuro è la patria di ciò che è irreale, dell’immaginario, ciò che sogna l’uomo è l’eternità, e solo il presente dà l’accesso all’eternità.
Il momento presente contiene gli elementi essenziali per comporre una storia vissuta.
E’ una storia particolare, poiché è vissuta mentre accade e non è espressa a parole a posteriori. E’ una storia non verbale che non necessita di essere tradotta in parole.
Inoltre, in quanto storia vissuta, può essere anche condiviso. E’ in questo modo che prende forma l’intersoggetività: nel momento in cui, tra due persone ciascuno può partecipare alla storia vissuta dell’altro, o creare assieme all’altro una storia vissuta, si stabilisce un diverso tipo di contatto umano.
Ha luogo un qualcosa in più di un semplice scambio di informazione. E’ questo il segreto del qui e ora.
Gli elementi della trama del momento presente sono il chi? Quando? Perché? Cosa, come, dove?
Durante il momento presente, siamo in qualche modo consapevoli che siamo noi a fare esperienza. L’esistenza di questa consapevolezza è coerente con le attuali teorie del sé come prodotto di una “mente incorporata”. Noi siamo i depositari dell’esperienza, e secondo la natura dell’esperienza il sé si sente soggetto agente o paziente. Per tutta la durata del momento presente, la consapevolezza di fare esperienza in prima persona è in bilico tra figura e sfondo.
Inoltre esso è sempre caratterizzato da un’intenzione e da un senso di movimento. L’intenzione può essere considerata come uno degli elementi principali del momento presente, il perché della storia.

Il momento presente ha delle caratteristiche che Daniel Stern elenca nel suo libro con questo titolo, tra le quali: la consapevolezza considerata come necessaria, un certo senso di sé, l’imprevedibilità e l’essere un evento olistico, perché l’esperienza in prima persona è vissuta come un tutto.
E’ un certo fare quello che si deve e mettersi in quello che si fa.
Per vivere questa realtà in modo olistico con tutto se stesso è tuttavia necessario partire dalla “previa ed intima accettazione di se stessi nella nostra vita, malgrado l’una e l’altra spaccatura esistenziale altrimenti non mancherà soltanto l’allegria, ma non ci sarà nemmeno un vero e realista desiderio di superamento. Manca gioia perché ci sono troppe cose, soprattutto dentro di noi che non accettiamo (…), il nostro peso, la nostra taglia, la nostra situazione, la storia della nostra vita, ciò che siamo stati, le nostre difficoltà, ecc. Qualunque cambiamento, invece, ogni ascesa e superamento, comporta l’accettazione previa di sé e delle circostanze concrete in cui ci tocca vivere. Ci vuole molta forza, tempra e indomita energia per accettare se stessi. (…) E’ più facile la fuga da sé, voler essere diversi, la vana ed affannosa ricerca del proprio io, vivere nella molteplicità disgregata e non articolata di ego transitori, che non l’accettazione di sé, che esige costantemente lotta e desiderio di migliorarsi” (Jorge Pena Vial).
Vivere in modo olistico il momento presente significa anche godere. Facciamo un esempio: chi persegue con successo una ricerca fisica, gode tanto del risultato, quanto dell’attività che lo conduce ad esso. Questo godimento che si trae sia dal risultato che dall’attività non è il fine a cui tende il soggetto, ma il godimento si aggiunge all’attività riuscita in modo che l’attività compiuta e l’attività goduta costituiscano un solo e medesimo atto (A. MacIntyre).
Ne consegue che ci siano dei cambiamenti e che l’ordinario venga vissuto in modo straordinario, con piacere e gioia.
I cambiamenti nelle persone secondo Feldenkrais, non possono mantenersi senza cambiamenti anche nell’ambiente sociale, ma è conveniente cambiare la propria risposta prima di cambiare l’ambiente. Le cose, infatti, si migliorano dal di dentro, facendo bene quello che abbiamo a portata di mano, perfezionando ciò che è vicino a noi, allora questo lavorio trasformante produrrà cerchi ogni volta più ampi. E’ la dinamica delle vere rivoluzioni, dall’interno verso l’esterno, dall’individuo alla società, dalla coscienza alla società, prima la trasformazione di sé, poi viene tutto il resto, e in questo modo si può arrivare anche a sognare e vedere che la realtà supera i nostri sogni!

 

Come si dice in Kung Fu Panda, il momento presente è un dono:

Yesterday is history, tomorrow is a mystery, but today is a gift.

 

 

 

 

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