L'APPROCCIO

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La persona si costruisce attraverso i suoi atti liberi, è artista della propria esistenza e vive la propria storia. La persona viene considerata come creatura, quindi in fieri e soggetta ad interdipendenza e vulnerabilità.

  • Le proposte esperienziali di movimento si basano soprattutto sul Metodo Feldenkrais, con corsi di gruppo di conoscersi attraverso il movimento, seminari e lezioni individuali di integrazione funzionale.
  • L’attenzione è sempre messa alla persona e non al sintomo o alla parte.
  • Il lavoro è individualizzato con attenzione alle esigenze delle singole persone.
  • Grande attenzione viene data all’unicità ed unità della persona e quindi alla sua formazione integrale.
  • Viene data attenzione ed importanza alla relazione.
  • La visione dell’uomo del Centro Feldenkrais è quella in cui l’uomo diventa veramente se stesso quando corpo ed anima si ritrovano in intima unità. Se l’uomo ambisce di essere solo spirito e vuol rifiutare il corpo come un’eredità soltanto animalesca, allora spirito e corpo perdono la loro dignità. E se, d’altra parte, egli rinnega lo spirito e quindi considera la materia, il corpo, come realtà esclusiva, perde ugualmente la sua grandezza. Questo influirà nel modo di vivere anche la sessualità.
  • Il Centro Feldenkrais se da una parte critica una visione dualista dell’uomo, dall’altra anche quella monista che confonde tutto. Infatti, vista la sensibilità odierna ad una visione olistica della persona e della salute, propone un’unione nella distinzione e non nella confusione e vuole quindi chiarire che nonostante la persona sia un tutto, gli ambiti di lavoro e di competenza vanno ben distinti, per non creare false aspettative e malinterpretazioni

A livello concettuale Feldenkrais fece un importante passo avanti rispetto al modello del corpo umano inteso come una macchina, egli, in un certo senso, ha “messo il cervello umano nell’organismo” (F. Wildman). Tuttavia Feldenkrais tende a parlare degli esseri umani come se fossero sistema nervoso. Nella sua teoria quindi si può intravedere un riduzionismo materialista, un rischio di monismo. Alcuni dicono che rimase soggetto al dualismo (W. Schacker) del suo tempo anche se nella sua pratica ha superato questa impasse. Esther Thelen ci ricorda che invece non abbiamo a che fare con sistemi nervosi ma con persone.

Norman Doidge nel suo libro Le guarigioni del Cervello (che dedica 2 capitoli al Feldenkrais), lo considera un precursore della mindfulness diventata famosa circa cinquantanni dopo.

Le intuizioni di Feldenkrais sono state infine confermate dal neuroscienziato Michael Merzenich, il quale mostrò che un cambiamento neuroplastico a lungo termine si verifica più facilmente quando una persona si concentra sul processo di apprendimento.

 

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